Splendida giornata di sole oggi: da Venezia vedo i monti innevati; prenoto l'aereo per fare un volo sulle Dolomiti!
Dopo aver salutato gli amici all'Aeroclub, chiesto informazioni sulle condizioni del velivolo e sul carburante imbarcato (full!) preparo la borsa volo e mi reco in Aerostazione.
Solita arrabbiatura con il ragazzo della Security, che deve telefonare ai suoi colleghi per chiedere se può farmi passare per l'uscita Aviazione Generale: se vuole esco dalla finestra, gli rispondo, e mi avvio al piazzale non senza ulteriori battibecchi sul documento di identità e su un inesistente pass.
Decollo alle ore 14:57 da Treviso LIPH con il mio fido P66c I-IABS: ha la sua età, ma fa ancora il proprio dovere; sono solo a bordo. Dopo il decollo virata a destra e cambio frequenza con Istrana Twr. Prima di attraversare ISA mi fanno attendere alcuni minuti a Sud del fondamentale Est di Istrana, causa decollo in corso di 2 AMX.
Dopo l'attraversamento, Aviano App mi autorizza salita 6'000 ft, entrando in valle su Vittorio Veneto sono autorizzato 12'000 ft. La salita è graduale, il rateo del P66c è quel che è, raggiungo 9'000 ft quando sono al traverso Est del monte Antelao. Mantengo la quota sino a giungere alle Tre Cime di Lavaredo, attorno alle quali faccio alcuni passaggi, con vista del rifugio Locatelli e del rifugio Pian di Cengia. Le valli sono prive di neve, mentre le cime sono abbastanza innevate. La spianata di Misurina è candida.
Lasciata la zona, proseguo fiancheggiando il monte Cristallo sino alla verticale di Cortina; quindi verso passo Falzarego. A destra il gruppo delle Tofane, a sinistra il rifugio Nuvolao e, piccole verso il basso, le Cinque Torri. Transito a fianco del Lagazuoi, dove molti anni fa un velivolo militare ha tranciato i cavi della funivia.
Sorvolo l'altopiano di Corvara, e decido di spingermi a Nord verso Brunico. Utilizzo il monte Putia come una boa, ci giro attorno e riprendo prua Sud. Scavalco il gruppo del Puez, passo sopra l'altopiano ed il rifugio Puez, quindi sopra il monte Cir e rapidamente mi ritrovo a passo Gardena. A sinistra il rifugio Pissadu con il laghetto gelato che si intravvede appena, a destra la discesa della pista Danterceppies. Le piste sono affollate di sciatori.
Sulla verticale di Selva di Val Gardena, sulla destra si scorge Ortisei. Decido di passare sulla forcella del Sassolungo, da Ovest verso Est, mi infilo nella stretta gola dove trovo leggera turbolenza, evidentemente il vento ci si incunea.
Proseguo verso il monte Sella e passo a fianco del Piz Boè; vedo alcuni sciatori che attraversano il Sella, da Passo Pordoi al rifugio Boè e quindi giù per la Val Mezdi.
Quindi punto verso la Marmolada, salendo a 12'000 ft; il P66 arranca, è prossimo al suo limite, e per fortuna sono da solo, a pieno carico non ce la farebbe proprio.... faccio il giro attorno alla vetta, un po' più alto di Punta Rocca e Punta Penia. Il ghiacciaio e candido, alcuni escursionisti prendono il sole fuori della stazione della funivia a Punta Rocca, mi salutano, passo molto vicino.
Inizio lentamente la discesa. Passo a fianco della parete Nord Ovest del monte Civetta, mi diverto a sfiorare la parete ad un centinaio di metri: a sinistra il monte Pelmo prima e la parete del Civetta poi, a destra il rifugio Tissi.
Durante la discesa, in volo perfettamente rettilineo, mi accorgo che il velivolo è visivamente inclinato a sinistra: in effetti il BS come sempre consuma nettamente di più il serbatoio di destra, l'ala sinistra è pertanto più pesante, sono solo a bordo e ovviamente seduto a sinistra. Tutto squilibrato! Agisco sul rubinetto dei serbatoi, per compensare anche se solo parzialmente, visto che la maggior parte del volo è stata oramai effettuata.
Scendo per Agordo, passo San Boldo (dove riprendo i contatti radio con Treviso radar), non manco di effettuare alcuni circuiti sulle aviosuperfici di Nervesa e di Grave di Papadopoli.
Treviso è in vista, mi autorizzano numero uno all'atterraggio; come al solito, in sottovento taglio manetta per effettuare un simulato, che mi riesce alla perfezione (bella forza: taglio il gas sempre allo stesso punto!). Base molto stretta e tocco terra al 16:33 dopo 1h e 36' di volo.
Treviso è in vista, mi autorizzano numero uno all'atterraggio; come al solito, in sottovento taglio manetta per effettuare un simulato, che mi riesce alla perfezione (bella forza: taglio il gas sempre allo stesso punto!). Base molto stretta e tocco terra al 16:33 dopo 1h e 36' di volo.
La soddisfazione è molta: volo bellissimo, visibilità illimitata, scenario incantevole con le cime candide ed innevate, il piacere di stare soli a bordo. Ritorno al club per fare de chiacchiere prima di rientrare. Con la testa sono già al prossimo volo!
(clicca sulla mappa per ingrandire)

Nessun commento:
Posta un commento